CENNI STORICI ..

1. Presenza passionista nella diocesi di Bologna.

Il primo religioso che prese dimora in città fu il P. Daniele Arlotti che iniziò il suo apostolato come aiuto del cappellano della Certosa, D. Augusto Bastelli, il quale , nominato delegato vescovile per la chiesa del cimitero cittadino nel 1924 , vi ha svolto la sua attività sacerdotale per ben 42 anni, cioè fino al 2 novembre del 1968. Il P. Daniele arrivò in Certosa nel 1958. Dopo alcuni anni si aggiunsero a lui altri Padri i quali, dopo le dimissioni di D. Bastelli, rimasero da soli nel servizio religioso in Certosa. Firmato il primo accordo tra la Curia vescovile di Bologna e quella dei Passionisti, i Padri ottennero di poter al-loggiare in un piccolo appartamento del cimitero, a destra dell'ingresso principale. e svolgere l'apostolato, oltre che in Certosa, anche nelle parrocchie limitrofe.

2. Fondazione della Casa di Casalecchio.

Con il passar degli anni crebbe la consapevolezza di poter allargare il raggio di azione e si pensò alla Fondazione di una vera Casa religiosa nella diocesi bolognese. L'idea fu abbracciata in pieno da Fr. Mariano Marini, uno dei religiosi della Certosa, il quale si mise con impegno per realizzare quello che agli inizi sembrava un sogno. Prima di tutto occorreva scegliere e d acquistare il terreno adatto. Lo trovò in Ceretolo di Casalecchio di Reno. Era un vasto spazio collinare di proprietà della Parrocchia di Ceretolo. Non fu facile vincere le resistenze del Parroco che non vedeva di buon occhio quella vendita; ma il Cardinale Giacomo Lercaro, che era ben lieto di veder sorgere in Diocesi una Casa Passionista, appoggiò l'idea che potè realizzarsi, dopo aver percorso tutto l'iter burocratico. In realtà non si trattò di una vendita ma di una permuta con un terreno che già i Passionisti possedevano in un'altra zona del bolognese.

3. Istituto del Fanciullo dei PP. Passionisti.

Avendo a disposizione una vasta area fabbricabile, nacque l'dea di costruire pure un grande collegio, capace di accogliere i ragazzi che mostrassero desiderio di abbracciare la vita religiosa. Per poter ottenere più facilmente i dovuti permessi e gli aiuti finanziari del Governo centrale, si pensò di chiamarlo "Istituto del fanciullo". Il progetto fu approntato negli anni 1956 - 1958, ma i lavori ebbero inizio solo nel 1964. Terminato il primo lotto, l'dea del Collegio poco a poco si affievolì fino a far decadere il progetto del grande complesso, anche perchè il numero delle vocazioni ebbe tale crollo improvviso da rendere inutile una aì grande struttura. Il lotto già costruito, rimasto per anni inutilizzato, nel 1982 fu venduto insieme ad una buona fetta di terreno circostante A tutt'oggi l'edificio è rimasto vuoto e senza scopo: una vera cattedrale nel deserto!

4. Come è sorta l'attuale Casa religiosa

Mentre iniziava la costruzione del primo lotto dell'Istituto del fanciullo. si pensò pure di realizzare una casa per accogliere i parenti dei ragazzi che in un prossimo futuro sarebbero venuti a trovarli durante l'anno scolastico. Nacque così l'attuale Casa religiosa. Essa sorge sul terreno acquistato in precedenza , a poche centinaia di metri dall'Istituto del fanciullo. Comprendeva un ampio garage da cui si elevavano solide colonne di cemento armato che reggevano un solaio sopra il quale erano state create otto camere, una saletta, una cucina ed i servizi igienici. La copertura era costituita da una terrazza. Accantonata l'idea del Collegio unico, lo stabile fu trasformato per renderlo idoneo ad accogliere una Comunità religiosa ed eventuali ospiti di passaggio. Chiuso il pianterreno con mura perimetrali, fu ricavato un altro piano di camere con relativi servizi, mentre il piano terra fu adibito a cucina, refettorio, dispensa, salette e sala termica. I lavori, iniziati nel gennaio del 1964, furono completati nel giro di otto mesi circa, infatti nel settembre dell'anno successivo già vi abitava una Comunità di 4 Religiosi, sotto la guida di P. Placido Tamburrino. Per 12 anni troviamo i Religiosi divisi in due gruppi, di tre o quattro membri ciascuno: quello che alloggiava ed operava in Certosa e l'altro che abitava ed operava in Via Belvedere di Casalecchio di Reno, giuridicamente indipendenti. Nel giugno del 1976 i Superiori decidono di unire le due Comunità: d'ora in poi tutti i Religiosi dovranno risiedere a Casalecchio da dove si muoveranno per prestare servizio religioso in Certosa, secondo le esigenze giornaliere. Da quella data fino ad oggi la Comunità di Casalecchio è stata composta mediamente da 6 Religiosi, che si sono alternati con una certa frequenza, sotto la guida di un Superiore, anch'esso soggetto all'alternanza:
in 23 anni questa Casa ha visto succedersi 7 Superiori, compreso l'attuale P. Mario Micucci che ha iniziato il suo mandato il 29. 09. 93 e lo completerà nella primavera del 2003. L'attuale configurazione dello stabile va ascritta all'intraprendenza ed all'impegno tenace dell'attuale Superiore il quale, fin dall'inizio del suo mandato, decise di bonificare e modernizzare tutto l'edificio per renderlo pienamente efficiente ed accogliente. È stato completamente rinnovato e trasformato l'impianto termico, idraulico, elettrico; la cucina, il refettorio, le dispense, una decorosa Cappella, aperta al pubblico; inoltre è riuscito a creare pure una sala nuova per incontri con gruppi di preghiera: a questa sala si può accedere per una scala esterna,comoda ed invitante. Ma la bonifica più utile è quella di aver dotato ogni stanza di doccia e servizi igienici.
Le molte piante resinose, collocate nei pressi del fabbricato fin dagli inizi della fondazione, sono cresciute enormemente fino
a creare una morbida cinta all'attuale residenza religiosa che può respirare silenzio ed incanto naturale così da costituire un punto di attrazione per quanti vogliono passare qualche ora di riflessione e di raccoglimento..